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    September 26

    Metallica - Death Magnetic

    Che dire... alla fine è uscito Sorriso, lo aspettavamo un po' tutti con ansia, soprattutto per capire che cosa avrebbero tirato fuori questa volta i quattro ragassuoli californiani.
    Bhè... ieri mi è arrivato il cd, in tutto il suo splendore (versione Ltd. naturalmente Angelo) ed oggi sono passato al primo ascolto. Nel complesso direi che sono soddisfatto, sicuramente non mi aspettavo un album in pieno stile '80 anche perché, in tutta onestà. James non sembra riuscire più a cantare come allora..... che ci vogliamo fare... il tempo passa per tutti.
    Ho letto varie opinioni in giro di fan che si aspettavano un pieno ritorno a Kill'em All and co. ma, in tutta sincerità, non si può chiedere ad una band di sfornare, soprattutto a 20 e rotti anni di distanza, un album fotocopia. Se un disco deve essere prodotto, realizzato e comprato... dovrebbe proporre qualcosa di nuovo o, comunque, far capire all'ascoltatore che la band ha ancora qualcosa da dire. Di Master of Puppts ce n'è già uno.... non ce ne serve un altro identico.
    In ogni caso il disco ha degli ottimi spunti chitarristici che ricordano in modo fedele lo speed thrash di inizi anni '80... a questi si uniscono un comparto vocale tipico dei Metallica "post Load" ed una batteria che, almeno a livello di sonorità e registrazione, non sembra, purtroppo, ancora all'altezza. In America è in corso un'accesa polemica sui problemi di registrazione che avrebbe avuto questo disco, tanto che alcuni fan hanno chiesto alla band di remixare il tutto; ed in effetti non si può dare loro torto.... un suono sporco Ok, ci può stare, ma così distorto... bhè..... dai una band di questo calibro non ce lo aspetteremmo proprio.
    Nel complesso, comunque, il disco mi è piaciuto, gli darei un bel 77 su 100... che non è un'82 solo per qualche pezzo leggermente sottotono (e troppo st.angeriano) nella tracklist.


    August 07

    scontato

    Alla fine è semplicemente scontato.
    Non si può pretendere che succeda nulla di diverso da quello che succede sempre.
    Continui a sperare, ma ogni nuovo giorno è una staffilata al cuore; ogni nuova parola detta è un colpo inferto alla parte più profonda dell'anima.
     
    Non si può sperare negli altri... non si può continuare ad aver fiducia inutilmente....
     
    Ogni spernza viene disattesa, la superficialità ha sempre il sopravvento.... odio profondamente questo modo di vivere.... sia il mio che quello degli altri, anche se per motivi opposti e diversi.
     
    Sono così, non posso cambiare più di tanto e, comunque, anche cambiare non servirebbe a molto.... c'ho provato in passato.... ma non è servito.
     
    Prendersi la briga di conoscere una persona nel proprio profondo senza fermarsi alle apparenze è, semplicemente, troppo faticoso..... forse poco interessante....
     
    Così rimaniamo nel nostro mondo di egoismo ed individualità..... sempre più soli.
    July 31

    La mia ultima recensione - gli Absum

    ABSUM
    Eznerapsart Led Oicsnocbus Onamu
    drone
    2008 - DarkEyes S.P.
    (Italia)
    www.myspace.com/absumdrone

     

    Quello che vi presento oggi è il debut album dell’ultima creatura di Azazel,

    prolifico artista italico che, attraverso numerosi progetti paralleli,

    si dedica a scandagliare i lati più estremi e peculiari del metal moderno.

    Questo "Eznerapsart Led Oicsnocbus Onamu" si presenta come

    un progetto decisamente ambizioso e particolare: il genere proposto è

    una sorta di funeral drone doom metal, con ampi riferimenti e divagazioni

    black metal; una sorta di summa, quindi, di quanto di più estremo propone

    il panorama musicale dei nostri giorni.

    Le quattro tracce, di durata variabile fra i 12 ed i 24 minuti, trasportano

    l’ascoltatore in un mondo di solitudine ed oscurità; un mondo che

    evoca sogni e fantasie e che sembra voler accogliere tutti i fantasmi

    e le paure che albergano dentro il nostro animo. Riuscire a descrivere

    in modo compiuto un disco dalla forte impronta drone non è mai

    semplice, soprattutto perché il fine ultimo di una produzione di

    questo tipo è quello di evocare sensazioni e sentimenti propri solo

    dell’autore e dell’ascoltatore, quasi a voler unire le anime di chi

    compone e di chi fruisce di questa magia musicale. In tutti i brani del

    disco Azazel si esibisce in un ottima performance generale, soprattutto

    per quanto riguarda le linee vocali che sono sempre tirate, lugubri e

    sofferenti. Le trame generali del disco uniscono un altalenante

    tappeto di suoni sintetizzati a cadenzati e tetri accordi di chitarra.

    I riferimenti a molti dei maestri della musica estrema sono ben udibili,

    al di là dei classici Sunn O))) (universalmente riconosciuti come i

    padri del drone), la scelta delle sonorità altamente distorte delle

    partiture di chitarra ricorda in modo incredibile i Nadja che,

    analogamente agli Absum, stanno portando avanti da anni una

    ricerca personale delle sonorità più estreme, proponendo un classico

    drone doom infarcito di suoni ed elementi post metal. Anche in

    "Eznerapsart Led Oicsnocbus Onamu" la chitarra di Azazel

    riproduce quelle sonorità acute, distorte ed estremamente aspre

    che i grandi del post metal (per tutti Neurosis ed Isis) hanno saputo

    così ben delineare.

    Nel complesso questo disco convince, e lo fa, soprattutto, con la

    sua estrema evocatività e con l’aver saputo amalgamare stili e

    generi a volte molto distanti fra loro. Un buon debut, insomma,

    che, pur rimanendo adatto soprattutto ai patiti del genere ed

    agli eterni cercatori di nuove sonorità, si spera spinga gli Absum

    a continuare con coraggio e costanza nella produzione di nuovi

    ed oscuri affreschi musicali.

    Luca Sileni

    VOTO

    83

    http://www.whitemetal.it/recensione_absum_-_eznerapsart_led_oicsnocbus_onamu.htm

    July 26

    Fine anelata

    Addormentarsi con la speranza di non risvegliasi mai più;
     
    Autodistruggersi solo per non sentire più lo straziante dolore della propria esistenza;
     
    Perdersi nell'oblio della follia, sperando di non sentire più le urla della propria anima;
     
    Odiare tutto e tutti solo per nascondere il vero odio... quello vero se stessi;
     
    Continuare a camminare verso un sole oscuro, sperando e credendo che un giorno tutto finirà;
     
    Unica via di uscita la comprensione che, benché tanto anelata, continua a celarsi dietro finti sorrisi...
     



    July 16

    My life

    un nuovo inizio o un'eterna fine
    esistenza sospesa fra i dilemmi di una mente malata;
    immemore sofferenza di una vita non vissuta
    dolore costante intrappolato fra le membra di una consuetudine non cercata.

    Vita mia, perennemente cercata;
    Vita mia, perennemente anelata;
    Vita mia ultima spiaggia di una nave che non arriverà mai,
    come un'automa vai avanti... senza curarti della mia volontà.

    la solita retorica non potrà mai comprendere
    non potrà mai vedere il vero disegno che sta dietro all'infinito;
    la solita indifferenza non potrà mai intravedere
    quel velo di tristezza che ombreggia i cuori della sofferenza umana;

    l'amore mal risposto, l'affetto non corrisposto
    unica vera icona del nostro tempo;
    l'odio e la rabbia che scaturiscono dalla vera sofferenza
    soli sentimenti oramai provati....

    non riscatteranno la ...

    Vita mia, perennemente cercata;
    Vita mia, perennemente anelata;
    Vita mia ultima spiaggia di una nave che non arriverà mai,
    come un'automa vai avanti... senza curarti della mia volontà.

    June 04

    La mia rece dei Mago su whitemetal

    MAGO
    Definition Of Raw Moments From A Different Perspective
    drone
    2002 - Ad Noiseam
    (Svezia)
    www.myspace.com/jannebanne

     

    Oggi mi trovo a presentarvi il debut album di un interessantissimo gruppo svedese, i Mago. Il disco si intitola "Definition Of Raw Moments From A Different Perspective" che, a fronte dell’inusuale lunghezza del titolo stesso, esprime con chiarezza quello che è il senso e l’obiettivo dell’album. Il sound della band fonde elementi drone con sonorità vicine alle progressioni post metal. Sono identificabili elementi mutuati dai seminali Earth (per le parti maggiormente sinfoniche) nonché dai canadesi Nadja (per le parti distorte e più vicine al drone doom); Nadja che, a tutt’oggi, rappresentano una delle band di punta del movimento avantgarde/drone doom. Proprio come per i Nadja, la gamma di strumenti utilizzati spazia dalla classica chitarra elettrica estremamente distorta ad un uso caleidoscopico del sintetizzatore, che intraprende onirici viaggi alla ricerca di sonorità sempre più psichedeliche e particolari.

    La parte ritmica è affidata ad una drum machine (peraltro non presente in tutti i brani del disco) che, in coppia con i suoni sintetizzati, rende benissimo l’idea di uno stile musicale a cavallo fra il metal e la musica elettronica. Proprio il terzo brano del disco You mind blew across the grass in ripples rappresenta, forse, il momento più "techno" proposto dal combo svedese, che abbandona per un momento l’ausilio delle distorsioni chitarristiche per concentrarsi su un techno-sound sognante ed estremamente cadenzato, in grado di trasportare l’ascoltatore in un etereo mondo di fantasia. Indubbiamente brani come quello appena citato si distanziano in modo importante dalla base drone doom del resto del disco, sia per le ritmiche un po’ troppo serrate per una traccia appartenente all’area "doom", sia per il mancato utilizzo della strumentistica basilare che si richiede ad un brano metal. Distanza che, in ogni caso, viene colmata da brani come Thought there was more to come che, grazie all’ausilio di una linea vocale acida e sofferente, fornisce all’album quella decisa impronta "violenta" che lo rende quanto mai aderente ai canoni stilistici che si richiedono ad un disco metal. Questo lavoro, quindi, si presenta ancor di più come una fusione fra un certo tipo di dark wave estremamente legata a sonorità elettroniche, e l’area più sperimentale del drone doom moderno incentrata, comunque, su tutti gli elementi basilari del drone metal canonico, come, ad esempio, i lunghi ed angoscianti loop musicali che, come in Enlaced in ropes si ripetono ossessivamente anche per 12 minuti filati; una sfida anche per l’ascoltatore più appassionato.

    Nel complesso, comunque, un debut interessante e decisamente ben congeniato che forse pecca solo di un’eccessiva ripetitività generale e di una certa mancanza di originalità; pecche che certamente questi ragazzi svedesi riusciranno a superare senza troppa fatica nei prossimi lavori. Un disco per patiti di drone metal e dark wave, non consigliato, però, a chi si avvicina per la prima volta a questi generi "di confine".

    Luca Sileni

    VOTO

    84


    http://www.whitemetal.it/recensione_mago_-_definition_of_raw_moments_from_a_different_perspective.htm

    April 16

    Wikimangia

    Il wikimangia ormai è alle porte. Sono felicissimo di rivedere finalmente una buona parte degli amici wikipediani..... era da un bel po' che non incontravo nessuno....

    A parte questo, purtroppo, mi sento veramente stanchissimo; non vedo l'ora che sia venerdì, queste ultime settimane mi stanno uccidendo.


    April 04

    4 aprile

    è arrivato un altro compleanno.... stavolta sono 29.
    Arrivano auguri, parole di circostanza, sorrisetti a mezza bocca ed un sacco di altre menate. Purtroppo quello che arriva poco è il vero sentimento; quel sentimento che non dovrebbe essere espresso in un "X" giorno dell'anno, ma sempre....

    Purtroppo degli auguri che avrei voluto ricevere non sono arrivati....(e non arriveranno), altri auguri che sapevano sarebbero stati recapitati "in un certo momento" sono stati una felice conferma.

    Mi manca qualcosa.... mi manca qualcuno.


    March 28

    Religiosità e persecuzione

    Oggi mi sono messo a pensare al mondo del white metal (o Christian metal che dir si voglia) ed al rapporto che ha con il resto del movimento heavy metal. Bene o male per chi, come il sottoscritto, è un mero fruitore (benché appassionato) di questo tipo di musica, i problemi possono dirsi relativi e/o marginali, ma per chi, invece, fa musica e la fa all'interno di un ambito storicamente ostile alla religione in generale ed al Cristianesimo in particolare, la situazione è un po' diversa.

    Chi riesce a fare "outing" ed a manifestare la propria fede, sia attraverso la propria musica, che attraverso la propria vita.... bhè.... fa un atto più che meritorio, un atto non certo privo di conseguenze, visto che, in un ambito come quello metal, dichiarare la propria fede può comportare un netto calo delle vendite dei dischi, una sorta di "ostracismo" da parte di alcune case discografiche fino, addirittura, alle minacce di morte da parte di altri musicisti o appassionati del genere (come è capitato agli Antestor).

    In questi casi credo che si possa parlare di una vera e propria persecuzione, ed è un qualcosa che deve far riflettere, visto che, in un mondo che si dichiara tanto aperto, libero e maturo, il fatto che esistano dei veri e propri eventi persecutori, è decisamente inquietante.

    Prego perché la Luce del Signore illumini i cuori di chi si ostina a criticare gli altri solo perché la pensano in modo diverso, e prego perché renda forti le coscienze di chi, con tanto coraggio, ha avuto la forza di dichiarare apertamente il proprio Credo.

    March 27

    Wiki e Dominici

    Segnalo questo bell'articolo sulla questione "Wikipedia vs Sindaco di Firenze". Ho apprezzato veramente lo sforzo di guardare con più attenzione alle finalità che muovono wikipedia.

    Wiki vs Corriere

    Qualche settimana fa è apparso sul Corriere della Sera questo articolo firmato da Andrea Galli. Un articolo che prende palesemente in giro quella che è stata l'ultima assemblea di Wikimedia Italia.

    In tutta sincerità... la satira qui non serviva proprio a nulla, si è storpiato i fatti, si sono offese persone, si sono riportate dichiarazioni inesistenti o del tutto errate.... è questo il modo di fare giornalismo in Italia ?!!!

    Oltretutto il Galli, contattato da alcuni soci per avere delle spiegazioni, si è più volte fatto negare al telefono oppure ha simulato delle finte "interferenze sulla linea"... quasi fosse a Zelig.....

    Una prima richiesta di rettifica, inoltrata da Frieda, non ha avuto seguito; ora aspettiamo gli esiti della seconda lettera inviata al direttore.

    In ogni caso, e a margine della vicenda, il Corriere ha fatto decisamente una pessima figura.

    Qui di seguito un po' di link con interventi sulla vicenda.


    * http://xmau.com/notiziole/arch/200803/004020.html
    * http://mediablog.corriere.it/2008/03/democrazia_senza_portafoglio.html
    * http://www.fermentigattici.net/archivio/2008/03/10/wikipedia-il-tarantolato-la-web-reputation-e-la-professionalita-dei-giornalisti-del-corriere-aridaje/
    * http://tooby.wordpress.com/category/informatica/internet/
    * http://drachinobello.wordpress.com/category/wikipedia/
    * http://appuntisuipolsini.blogspot.com/2008/03/contu-mail.html

    March 25

    Oblio

    Vagando in un mare d'aria,
    intoccabile, inconsistente.

    Nuotando in un fiume di pianto,
    vuoto, insensibile.

    Tutto cercando di comprendere l'inizio
    solo al fine di poter capire la fine.

    Tutto cercando di non precipitare ancora più in basso,
    tutto cercando di non affogare nell'eterno oblio di me stesso.


    March 20

    Virgin Black

    Ecco la mia ultima recensione su www.whitemetal.it
    L'ultimo album dei mitici Virgin Black.

     

    VIRGIN BLACK
    Requiem - Fortissimo
    funeral
    2008 - The End Records / Massacre Records
    (Australia)
    www.myspace.com/virginblackofficial

     

    Dopo giorni e giorni di ascolto attento eccomi a presentarvi l’ultima fatica di quella che è ormai diventata la christian gothic band  per antonomasia, i Virgin Black. Il nuovo lavoro del quartetto australiano si intitola "Requiem - Fortissimo" e si propone come il secondo capitolo dell’ideale trilogia concepita dal gruppo capeggiato da Rowan London. Quest’album segna una decisa sterzata nel sound complessivo della band che, nonostante le varie sperimentazioni e contaminazioni, non si era mai spinta oltre un death doom di sapore tipicamente anglosassone, introducendo elementi e distorsioni tipici delle sonorità funeral doom più oscure e sofferenti, tanto che, i primi due minuti di The fragile breath (brano di apertura del dico) possono letteralmente spiazzare l’ascoltatore, che potrebbe tranquillamente pensare di aver inserito nel proprio lettore un disco degli Evoken prima maniera.

    Un disco duro, quindi, duro ed oscuro; caratterizzato da ritmiche lente, oppressive e, a tratti, quasi soffocanti; un disco dalla carica elettrica e dalla violenza decisamente inusuali per i Virgin Black. I brani sono tutti caratterizzati da intervalli fra ritmiche veloci e lente, sorrette da una linea vocale principale sviluppata attraverso un growl profondamente tetro, che si alterna sapientemente con un’aulica voce sinfonica femminile. Il sound proposto dalla band è, però, sostanzialmente diverso dal classico funeral alla Shape Of Despair oppure alla Skepticism, e sembra unire la violenza degli Evoken con le melodie dei Funeral, il tutto condito da elementi sinfonici, lirici ed orchestrali. In winter ash, seconda traccia del disco, riesce perfettamente a rappresentare questa commistione sinfonica proposta dalla band australiana che, da un lato, propone distorsioni chitarristiche estremamente pregnanti e serrate, mentre, dall'altro, unisce cori orchestrali, secondi voci liriche e fraseggi di archi. Bellissimo, poi, l'arpeggio centrale di Silent, che si qualifica come uno dei pezzi migliori del disco e che esprime profondo pathos ed emozione. Il brano intervalla ritmiche serrate e veloci a partiture lente e cadenzate, alternando sonorità sinfoniche ad altre distorte. Da sottolineare il legame di questo brano con l’album "Requiem - Mezzo Forte" (legame che, peraltro, si estende a quasi tutti i pezzi del disco) che ripercorre non solo il tema musicale portante di ...and I am suffering (quarta traccia di "Requiem - Mezzo Forte") ma anche le liriche di questa canzone: "When will my sorrow begin to pale?" (letteralmente "Quando il mio dolore inizierà ad impallidire?").

    La successiva God in dust è un brano particolarmente emozionante che unisce un sapiente funeral doom, sviluppato su sonorità estremamente tetre ed oppressive, ad un malinconico solo di pianoforte che abbraccia come un guanto il potente e profondo lamento growl di Rowan London. Il testo si sposa perfettamente alle emozioni trasmesse da questo brano, facendo percepire all’ascoltatore la tremenda sensazione di dolore, sofferenza e solitudine rappresentata dalla caduta, dalla profonda caduta nella polvere: "I am in the dust" …polvere dove, finalmente, si può trovare Dio, il Dio dei bisognosi, il Dio di chi è nella polvere: "but there I find You misery calls / in the dark night of the soul abandonment /  carries me home carry me home". Il tema generale del precedente album non viene mai abbandonato e spunta fuori in quasi tutti i brani di "Requiem - Fortissimo", legando in modo indissolubile a sé il precedente disco e riuscendo in modo perfetto a fornire all'ascoltatore la sensazione di "unicità" che la trilogia proposta dai Virgin Black dovrebbe incarnare. Un unico funereo Requiem diviso in tre atti, tre atti che analizzano in modo profondo tre diverse sonorità che fanno capo alla musica metal e, in particolare, alla scena gothic/doom. A concludere il disco è idealmente il brano Darkness (benché, in pratica, l’album si concluda con la strumentale Forever) che ricalca in modo perfetto il pezzo di apertura di "Requiem - Mezzo Forte", ossia, Requiem, Kyrie, al quale si riallaccia non solo a livello musicale, riproponendo in chiave più oscura ed opprimente il medesimo tema portante, ma anche a livello lirico, ripercorrendo parte del testo del brano stesso: "Sorrow ever await on joy and has rendered me (to pieces) Requiem, Kyrie, Requiem".

    Concludendo, un disco appassionante, emozionante ma non immediato; un disco da assaporare con calma, soprattutto per coloro che non si sono mai avvicinati troppo alle sonorità funeral doom. Un ennesimo grandioso lavoro dei Virgin Black, che speriamo sappiano degnamente concludere questa meravigliosa trilogia con l’attesissimo terzo capitolo della serie: "Requiem - Pianissimo".

    Luca Sileni

    VOTO

    96



    March 17

    Fasi alterne

    In effetti vado a fasi alterne,
    come un interruttore...

    Ci sono momenti in cui mi sento davvero carico,
    ed altri in cui non rifiuterei una bella "acciaccata" dal camion di turno.

    Ma... alla fine anche l'umore lascia il tempo che trova,
    perché anche lui deve sottostare alla dinamica degli eventi.

    In fin dei conti ....possiamo dibatterci quanto vogliamo,
    ma alla fine non possiamo controllare tutto;
    il mondo va avanti indipendentemente dalla nostra volontà,
    ed alla fine ci dobbiamo limitare a scegliere e sopportare....

    sopportare il nostro retaggio di dolore radicato nel nostro cuore.


    March 11

    Un wikimediano in meno ?!

    Oggi sono triste, triste per un amico che, suo malgrado, abbandona un microcosmo di cui io stesso faccio parte, e lo abbandona in veste di "reo", reo di qualcosa che io penso, alla fine, di aver compreso.
    Sono triste per la mia assenza all'assemblea in cui, forse, gli avrei potuto dar man forte, cercando di spiegare il perché condividevo il suo spirito di libertà (pur non condividendo i suoi metodi di manifestazione della stessa) e cercando di giustificare un comportamento che, secondo me, è stato dettato esclusivamente dalla rabbia del sentirsi impotente davanti ad un'ingiustizia che riteneva perpetrata nei suoi confronti.

    Mandare la mia delega con il mio "voto contro", evidentemente, no è bastata. Mi rammarico.... mi rammarico di non essere potuto intervenire e mi rammarico di non aver potuto far di più.

    Ciao GN (io ti considero un amico indipendentemente da... ^_-)


    March 08

    Festa della donna

    Ieri sera guardando il Tg5 mi imbatto nel classico servizio sulla festa della donna e la giornalista esordisce dicendo "quest'anno ricorre il centenario della....."; come il centenario ?!!!!!!!!!!!!

    Ma come cacchio è possibile che i giornalisti non solo non verifichino le notizie che sparano in "prime time" in milioni di case italiane, ma che, oltretutto, non facciano altro che reiterare una "colossale bufala" che ci portiamo avanti da 60 anni ?!

    Per chi non lo sapesse (e se non lo sapete non avete letto wikipedia ) la leggenda dell'incendio alla fabbrica "cotton" è appunto una leggenda; cito da wikipedia "Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda ."

    "Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo."

    "Questa storia prende spunto da un reale fatto di cronaca, un incendio avvenuto nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L'incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile. Ma soprattutto l'8 Marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero (iniziò il 22 Novembre) né con l'incendio (avvenne il 25 Marzo)."

    "La versione comunista fu riportata in Italia nel 1952 da "La lotta", settimanale edito dalla sezione bolognese del Partito Comunista Italiano. L'Unione Donne Italiane distribuì nello stesso anno alle iscritte libretti con un resoconto dell'incendio di New York. Nel 1954 Il Lavoro, settimanale della Cgil aggiunse un fotomontaggio di Mr. Johnson con la bombetta che si fa largo tra la massa di donne tenute dalla polizia"

    tratto da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_donna

    In pratica, i nostri giornalisti, hanno anticipato il centenario della festa di ben un anno, difatti, la prima festa della donna venne festeggiata il 28 febbraio 1909 e solamente l'anno successivo ottenne la sua "istituzione ufficiale".

    Rimango sempre più basito da quello che tira fuori la stampa del nostro paese.

    February 19

    Che città

    Quando abitavo a Siena capitava spesso che mi facessi delle lunghe passeggiate per "schiarirmi le idee". Camminavo in mezzo ad antichi palazzi, meravigliosi parchi, suggestivi scorci ... etc...

    A Castel del Piano, riuscivo invece a godere della bellezza dellanatura, degli alberi, delle piante, della montagna e di tutta la sua linfa vitale.....

    Ma adesso.... bhè... ho provato a farmi un giro per Grosseto, ma l'unica impressione che ho avuto è stata di disagio, gente che va, gente che viene, il tipico caos cittadino fine a se stesso, il tipico caos ove mille storie si incrociano ma che, purtroppo, non trovano mai attenzione.

    Già, perché l'attenzione, al giorno d'oggi, è tutta concentrata su se stessi, sui propri casini, sulle proprie beghe.... e che ci passa davanti diventa poco più di un fantasma...... anzi un "perché è passato qualcuno ?"



    Uno sporco riflesso.

    Ci si può specchiare anche in una pozza di acqua fangosa...

    il problema è che la gente comune presta attenzione al fango... invece che al proprio riflesso.

    February 14

    Compra compra compra

    E l'armata del consumismo si muove per San Valentino... che festa assolutamente snaturata. Bene o male ci si dovrebbe cercare di voler bene tutto l'anno... in più, fare una sorpresa romantica quando "meno te lo aspetti", è decisamente più gratificante che farla nel "solito giorno scontato".


    February 09

    Nuova voce su wiki

    Non potevo lasciare una band come "Nadja" senza una voce su wiki:

    Per informazioni, iscrizioni, donazioni o acquisto gadget visita il sito www.wikimedia.it


    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Nadja


    Nazionalità Canada
    Genere Drone doom metal
    Ambient
    Periodo attività 2003 - in attività
    Strumento {{{Strumento}}}
    Etichetta Alien 8 Recordings
    Band attuale {{{Band attuale}}}
    Band {{{Band precedenti}}}
    Album pubblicati 17
    Studio 15
    Live 2
    Raccolte 0
    Sito ufficiale Official homepage
    Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica


    I Nadja sono un duo Drone Doom metal composto da Aidan Baker (chitarra, voce, pianoforte, batteria) e Leah Buckareff (basso, voce). I Nadja nascono nel 2003 come un side-project solista di Baker, volto ad esplorare i lati più duri e distorti della musica ambient/sperimentale. Nel 2005 Buckareff entrò a far parte del gruppo, soprattutto per permettere ai Nadja di esibirsi live.

    Il duo combina sonorità elettroniche ed atmosferiche con potenti e profonde linee vocali growl, partiture ritmiche lente e decadenti (tipiche del Drone doom), e spunti chitarristici che richiamano lo shoegaze.

    Dopo alcune pubblicazioni in edizione limitata con piccole case discografiche, la band realizza , nel 2005, il primo vero album ufficiale Truth Becomes Death con la canadese Alien8 Recordings. Negli anni successivi i Nadja hanno poi riedito i primi lavori discografici: Touched, ad esempio, è stato riarrangiato e poi rilasciato nel 2007 con la Alien