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    April 04

    4 aprile

    è arrivato un altro compleanno.... stavolta sono 29.
    Arrivano auguri, parole di circostanza, sorrisetti a mezza bocca ed un sacco di altre menate. Purtroppo quello che arriva poco è il vero sentimento; quel sentimento che non dovrebbe essere espresso in un "X" giorno dell'anno, ma sempre....

    Purtroppo degli auguri che avrei voluto ricevere non sono arrivati....(e non arriveranno), altri auguri che sapevano sarebbero stati recapitati "in un certo momento" sono stati una felice conferma.

    Mi manca qualcosa.... mi manca qualcuno.


    March 28

    Religiosità e persecuzione

    Oggi mi sono messo a pensare al mondo del white metal (o Christian metal che dir si voglia) ed al rapporto che ha con il resto del movimento heavy metal. Bene o male per chi, come il sottoscritto, è un mero fruitore (benché appassionato) di questo tipo di musica, i problemi possono dirsi relativi e/o marginali, ma per chi, invece, fa musica e la fa all'interno di un ambito storicamente ostile alla religione in generale ed al Cristianesimo in particolare, la situazione è un po' diversa.

    Chi riesce a fare "outing" ed a manifestare la propria fede, sia attraverso la propria musica, che attraverso la propria vita.... bhè.... fa un atto più che meritorio, un atto non certo privo di conseguenze, visto che, in un ambito come quello metal, dichiarare la propria fede può comportare un netto calo delle vendite dei dischi, una sorta di "ostracismo" da parte di alcune case discografiche fino, addirittura, alle minacce di morte da parte di altri musicisti o appassionati del genere (come è capitato agli Antestor).

    In questi casi credo che si possa parlare di una vera e propria persecuzione, ed è un qualcosa che deve far riflettere, visto che, in un mondo che si dichiara tanto aperto, libero e maturo, il fatto che esistano dei veri e propri eventi persecutori, è decisamente inquietante.

    Prego perché la Luce del Signore illumini i cuori di chi si ostina a criticare gli altri solo perché la pensano in modo diverso, e prego perché renda forti le coscienze di chi, con tanto coraggio, ha avuto la forza di dichiarare apertamente il proprio Credo.

    March 27

    Wiki e Dominici

    Segnalo questo bell'articolo sulla questione "Wikipedia vs Sindaco di Firenze". Ho apprezzato veramente lo sforzo di guardare con più attenzione alle finalità che muovono wikipedia.

    Wiki vs Corriere

    Qualche settimana fa è apparso sul Corriere della Sera questo articolo firmato da Andrea Galli. Un articolo che prende palesemente in giro quella che è stata l'ultima assemblea di Wikimedia Italia.

    In tutta sincerità... la satira qui non serviva proprio a nulla, si è storpiato i fatti, si sono offese persone, si sono riportate dichiarazioni inesistenti o del tutto errate.... è questo il modo di fare giornalismo in Italia ?!!!

    Oltretutto il Galli, contattato da alcuni soci per avere delle spiegazioni, si è più volte fatto negare al telefono oppure ha simulato delle finte "interferenze sulla linea"... quasi fosse a Zelig.....

    Una prima richiesta di rettifica, inoltrata da Frieda, non ha avuto seguito; ora aspettiamo gli esiti della seconda lettera inviata al direttore.

    In ogni caso, e a margine della vicenda, il Corriere ha fatto decisamente una pessima figura.

    Qui di seguito un po' di link con interventi sulla vicenda.


    * http://xmau.com/notiziole/arch/200803/004020.html
    * http://mediablog.corriere.it/2008/03/democrazia_senza_portafoglio.html
    * http://www.fermentigattici.net/archivio/2008/03/10/wikipedia-il-tarantolato-la-web-reputation-e-la-professionalita-dei-giornalisti-del-corriere-aridaje/
    * http://tooby.wordpress.com/category/informatica/internet/
    * http://drachinobello.wordpress.com/category/wikipedia/
    * http://appuntisuipolsini.blogspot.com/2008/03/contu-mail.html

    March 25

    Oblio

    Vagando in un mare d'aria,
    intoccabile, inconsistente.

    Nuotando in un fiume di pianto,
    vuoto, insensibile.

    Tutto cercando di comprendere l'inizio
    solo al fine di poter capire la fine.

    Tutto cercando di non precipitare ancora più in basso,
    tutto cercando di non affogare nell'eterno oblio di me stesso.


    March 20

    Virgin Black

    Ecco la mia ultima recensione su www.whitemetal.it
    L'ultimo album dei mitici Virgin Black.

     

    VIRGIN BLACK
    Requiem - Fortissimo
    funeral
    2008 - The End Records / Massacre Records
    (Australia)
    www.myspace.com/virginblackofficial

     

    Dopo giorni e giorni di ascolto attento eccomi a presentarvi l’ultima fatica di quella che è ormai diventata la christian gothic band  per antonomasia, i Virgin Black. Il nuovo lavoro del quartetto australiano si intitola "Requiem - Fortissimo" e si propone come il secondo capitolo dell’ideale trilogia concepita dal gruppo capeggiato da Rowan London. Quest’album segna una decisa sterzata nel sound complessivo della band che, nonostante le varie sperimentazioni e contaminazioni, non si era mai spinta oltre un death doom di sapore tipicamente anglosassone, introducendo elementi e distorsioni tipici delle sonorità funeral doom più oscure e sofferenti, tanto che, i primi due minuti di The fragile breath (brano di apertura del dico) possono letteralmente spiazzare l’ascoltatore, che potrebbe tranquillamente pensare di aver inserito nel proprio lettore un disco degli Evoken prima maniera.

    Un disco duro, quindi, duro ed oscuro; caratterizzato da ritmiche lente, oppressive e, a tratti, quasi soffocanti; un disco dalla carica elettrica e dalla violenza decisamente inusuali per i Virgin Black. I brani sono tutti caratterizzati da intervalli fra ritmiche veloci e lente, sorrette da una linea vocale principale sviluppata attraverso un growl profondamente tetro, che si alterna sapientemente con un’aulica voce sinfonica femminile. Il sound proposto dalla band è, però, sostanzialmente diverso dal classico funeral alla Shape Of Despair oppure alla Skepticism, e sembra unire la violenza degli Evoken con le melodie dei Funeral, il tutto condito da elementi sinfonici, lirici ed orchestrali. In winter ash, seconda traccia del disco, riesce perfettamente a rappresentare questa commistione sinfonica proposta dalla band australiana che, da un lato, propone distorsioni chitarristiche estremamente pregnanti e serrate, mentre, dall'altro, unisce cori orchestrali, secondi voci liriche e fraseggi di archi. Bellissimo, poi, l'arpeggio centrale di Silent, che si qualifica come uno dei pezzi migliori del disco e che esprime profondo pathos ed emozione. Il brano intervalla ritmiche serrate e veloci a partiture lente e cadenzate, alternando sonorità sinfoniche ad altre distorte. Da sottolineare il legame di questo brano con l’album "Requiem - Mezzo Forte" (legame che, peraltro, si estende a quasi tutti i pezzi del disco) che ripercorre non solo il tema musicale portante di ...and I am suffering (quarta traccia di "Requiem - Mezzo Forte") ma anche le liriche di questa canzone: "When will my sorrow begin to pale?" (letteralmente "Quando il mio dolore inizierà ad impallidire?").

    La successiva God in dust è un brano particolarmente emozionante che unisce un sapiente funeral doom, sviluppato su sonorità estremamente tetre ed oppressive, ad un malinconico solo di pianoforte che abbraccia come un guanto il potente e profondo lamento growl di Rowan London. Il testo si sposa perfettamente alle emozioni trasmesse da questo brano, facendo percepire all’ascoltatore la tremenda sensazione di dolore, sofferenza e solitudine rappresentata dalla caduta, dalla profonda caduta nella polvere: "I am in the dust" …polvere dove, finalmente, si può trovare Dio, il Dio dei bisognosi, il Dio di chi è nella polvere: "but there I find You misery calls / in the dark night of the soul abandonment /  carries me home carry me home". Il tema generale del precedente album non viene mai abbandonato e spunta fuori in quasi tutti i brani di "Requiem - Fortissimo", legando in modo indissolubile a sé il precedente disco e riuscendo in modo perfetto a fornire all'ascoltatore la sensazione di "unicità" che la trilogia proposta dai Virgin Black dovrebbe incarnare. Un unico funereo Requiem diviso in tre atti, tre atti che analizzano in modo profondo tre diverse sonorità che fanno capo alla musica metal e, in particolare, alla scena gothic/doom. A concludere il disco è idealmente il brano Darkness (benché, in pratica, l’album si concluda con la strumentale Forever) che ricalca in modo perfetto il pezzo di apertura di "Requiem - Mezzo Forte", ossia, Requiem, Kyrie, al quale si riallaccia non solo a livello musicale, riproponendo in chiave più oscura ed opprimente il medesimo tema portante, ma anche a livello lirico, ripercorrendo parte del testo del brano stesso: "Sorrow ever await on joy and has rendered me (to pieces) Requiem, Kyrie, Requiem".

    Concludendo, un disco appassionante, emozionante ma non immediato; un disco da assaporare con calma, soprattutto per coloro che non si sono mai avvicinati troppo alle sonorità funeral doom. Un ennesimo grandioso lavoro dei Virgin Black, che speriamo sappiano degnamente concludere questa meravigliosa trilogia con l’attesissimo terzo capitolo della serie: "Requiem - Pianissimo".

    Luca Sileni

    VOTO

    96



    March 17

    Fasi alterne

    In effetti vado a fasi alterne,
    come un interruttore...

    Ci sono momenti in cui mi sento davvero carico,
    ed altri in cui non rifiuterei una bella "acciaccata" dal camion di turno.

    Ma... alla fine anche l'umore lascia il tempo che trova,
    perché anche lui deve sottostare alla dinamica degli eventi.

    In fin dei conti ....possiamo dibatterci quanto vogliamo,
    ma alla fine non possiamo controllare tutto;
    il mondo va avanti indipendentemente dalla nostra volontà,
    ed alla fine ci dobbiamo limitare a scegliere e sopportare....

    sopportare il nostro retaggio di dolore radicato nel nostro cuore.


    March 11

    Un wikimediano in meno ?!

    Oggi sono triste, triste per un amico che, suo malgrado, abbandona un microcosmo di cui io stesso faccio parte, e lo abbandona in veste di "reo", reo di qualcosa che io penso, alla fine, di aver compreso.
    Sono triste per la mia assenza all'assemblea in cui, forse, gli avrei potuto dar man forte, cercando di spiegare il perché condividevo il suo spirito di libertà (pur non condividendo i suoi metodi di manifestazione della stessa) e cercando di giustificare un comportamento che, secondo me, è stato dettato esclusivamente dalla rabbia del sentirsi impotente davanti ad un'ingiustizia che riteneva perpetrata nei suoi confronti.

    Mandare la mia delega con il mio "voto contro", evidentemente, no è bastata. Mi rammarico.... mi rammarico di non essere potuto intervenire e mi rammarico di non aver potuto far di più.

    Ciao GN (io ti considero un amico indipendentemente da... ^_-)


    March 08

    Festa della donna

    Ieri sera guardando il Tg5 mi imbatto nel classico servizio sulla festa della donna e la giornalista esordisce dicendo "quest'anno ricorre il centenario della....."; come il centenario ?!!!!!!!!!!!!

    Ma come cacchio è possibile che i giornalisti non solo non verifichino le notizie che sparano in "prime time" in milioni di case italiane, ma che, oltretutto, non facciano altro che reiterare una "colossale bufala" che ci portiamo avanti da 60 anni ?!

    Per chi non lo sapesse (e se non lo sapete non avete letto wikipedia ) la leggenda dell'incendio alla fabbrica "cotton" è appunto una leggenda; cito da wikipedia "Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda ."

    "Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo."

    "Questa storia prende spunto da un reale fatto di cronaca, un incendio avvenuto nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L'incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile. Ma soprattutto l'8 Marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero (iniziò il 22 Novembre) né con l'incendio (avvenne il 25 Marzo)."

    "La versione comunista fu riportata in Italia nel 1952 da "La lotta", settimanale edito dalla sezione bolognese del Partito Comunista Italiano. L'Unione Donne Italiane distribuì nello stesso anno alle iscritte libretti con un resoconto dell'incendio di New York. Nel 1954 Il Lavoro, settimanale della Cgil aggiunse un fotomontaggio di Mr. Johnson con la bombetta che si fa largo tra la massa di donne tenute dalla polizia"

    tratto da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_donna

    In pratica, i nostri giornalisti, hanno anticipato il centenario della festa di ben un anno, difatti, la prima festa della donna venne festeggiata il 28 febbraio 1909 e solamente l'anno successivo ottenne la sua "istituzione ufficiale".

    Rimango sempre più basito da quello che tira fuori la stampa del nostro paese.

    February 19

    Che città

    Quando abitavo a Siena capitava spesso che mi facessi delle lunghe passeggiate per "schiarirmi le idee". Camminavo in mezzo ad antichi palazzi, meravigliosi parchi, suggestivi scorci ... etc...

    A Castel del Piano, riuscivo invece a godere della bellezza dellanatura, degli alberi, delle piante, della montagna e di tutta la sua linfa vitale.....

    Ma adesso.... bhè... ho provato a farmi un giro per Grosseto, ma l'unica impressione che ho avuto è stata di disagio, gente che va, gente che viene, il tipico caos cittadino fine a se stesso, il tipico caos ove mille storie si incrociano ma che, purtroppo, non trovano mai attenzione.

    Già, perché l'attenzione, al giorno d'oggi, è tutta concentrata su se stessi, sui propri casini, sulle proprie beghe.... e che ci passa davanti diventa poco più di un fantasma...... anzi un "perché è passato qualcuno ?"



    Uno sporco riflesso.

    Ci si può specchiare anche in una pozza di acqua fangosa...

    il problema è che la gente comune presta attenzione al fango... invece che al proprio riflesso.

    February 14

    Compra compra compra

    E l'armata del consumismo si muove per San Valentino... che festa assolutamente snaturata. Bene o male ci si dovrebbe cercare di voler bene tutto l'anno... in più, fare una sorpresa romantica quando "meno te lo aspetti", è decisamente più gratificante che farla nel "solito giorno scontato".


    February 09

    Nuova voce su wiki

    Non potevo lasciare una band come "Nadja" senza una voce su wiki:

    Per informazioni, iscrizioni, donazioni o acquisto gadget visita il sito www.wikimedia.it


    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Nadja


    Nazionalità Canada
    Genere Drone doom metal
    Ambient
    Periodo attività 2003 - in attività
    Strumento {{{Strumento}}}
    Etichetta Alien 8 Recordings
    Band attuale {{{Band attuale}}}
    Band {{{Band precedenti}}}
    Album pubblicati 17
    Studio 15
    Live 2
    Raccolte 0
    Sito ufficiale Official homepage
    Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica


    I Nadja sono un duo Drone Doom metal composto da Aidan Baker (chitarra, voce, pianoforte, batteria) e Leah Buckareff (basso, voce). I Nadja nascono nel 2003 come un side-project solista di Baker, volto ad esplorare i lati più duri e distorti della musica ambient/sperimentale. Nel 2005 Buckareff entrò a far parte del gruppo, soprattutto per permettere ai Nadja di esibirsi live.

    Il duo combina sonorità elettroniche ed atmosferiche con potenti e profonde linee vocali growl, partiture ritmiche lente e decadenti (tipiche del Drone doom), e spunti chitarristici che richiamano lo shoegaze.

    Dopo alcune pubblicazioni in edizione limitata con piccole case discografiche, la band realizza , nel 2005, il primo vero album ufficiale Truth Becomes Death con la canadese Alien8 Recordings. Negli anni successivi i Nadja hanno poi riedito i primi lavori discografici: Touched, ad esempio, è stato riarrangiato e poi rilasciato nel 2007 con la Alien8 Recordings, mentre Corrasion, sempre nel 2007, è stato riedito dalla Foreshadow.

    Il duo si è esibito in Canada, Belgio, Olanda e Stati Uniti, dividendo il palco con artisti del calibro di Kayo Dot, Knurl, Khanate, Francisco Lopez, Isis e Mare.




    Formazione [modifica/QuickEdit]

    Discografia [modifica/QuickEdit]

    Lp [modifica/QuickEdit]

    Ep [modifica/QuickEdit]

    Splits e collaborazioni [modifica/QuickEdit]

    Collegamenti esterni [modifica/QuickEdit]

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    February 08

    La mia ultima recensione su www.whitemetal.it

     

    WEEPING WILLOW The Black Roses' Garden gothic 2007 - Self (Italia) www.myspace.com/manuelweepingwillow

     

    Eccomi a presentare il primo lavoro dei Weeping Willow, band bresciana dedita ad un interessante e peculiare goth-folk metal. "The Black Roses' Garden", questo il titolo del primo demo dal duo lombardo, che, seppur con scarsità di mezzi di produzione, ci regala un suggestivo e godibile demo work. Il disco si presenta come un continuo intervallarsi di sonorità folkeggianti ed atmosfere gotiche, rette da arpeggi di chitarra classica, volti a rievocare, probabilmente, atmosfere dal tipico sapore medievale; nonché da sapienti fraseggi di pianoforte e sintetizzatore, che riescono a rendere ad esprimere appieno i sentimenti e le intenzioni melodiche del gruppo.

    Stupiscono i pochi, ma certamente incisivi, interventi del singer Manuel Buttacci che, in brani come The spirit of fog e Fool or hero, riescono a donare un'atmosfera del tutto peculiare alla sonorità complessiva del brano, esprimendo, allo stesso tempo, una crepuscolare goticità ed una sofferta rabbia trattenuta, lasciata agonizzante in quei baritonali growl inespressi che rendono la complessità di una linea vocale così peculiare, ancor più misteriosa ed interessante. L’album, nel suo complesso, pecca forse di scarsità di sviluppo; molti dei brani sembrano ancora solo abbozzati, soprattutto dal punto di vista dell’arrangiamento, e non ancora completi. Inoltre, sono certamente da rivedere il mixaggio e la scelta della strumentistica. Si sente, infatti, la mancanza di una rhythm guitar portante che sappia supportare i ritornelli in modo deciso e performante, nonché l’esigenza di linee vocali più presenti ed elaborate, che possano condurre sapientemente il tema musicale.

    Nel complesso un disco interessante, soprattutto se valutato nell’ottica di un assoluto esordio; un demo con delle buone basi compositive, che andrà sviluppato, riarrangiato e, probabilmente, ripensato, per essere pronto per un mercato underground che, certamente, non disdegnerà un progetto folk/gothic interessante ed innovativo.

    Luca Sileni

    VOTO

    75

    February 07

    Morte....

    A volte è sconvolgente vedere che tipo di rapporto ha la società con la morte. Molto spesso il disagio, il lutto e la sofferenza sono derubricate a mere notizie del telegiornale della sera, a numero su delle statistiche, a trafiletto di un giornale di provincia. La morte..... come la vita.... dovrebbe godere di un'aurea intoccabile di rispetto, il rispetto dovuto ai sentimenti propri dell'uomo, alle sensazioni personale e personali, a quei pensieri ed a quelle emozioni che sono soltanto nostre e di nessun altro.

    February 05

    La mia ultima voce su wikipedia....

    Entering the Levitation: A Tribute to Skepticism


    Artista Autori Vari
    Tipo album Raccolta
    Pubblicazione 5 novembre 2007
    Durata 1° disco: 56 min 56 sec

    2° disco: 44 min 10 sec
    totale 1 ora 41 min 06 sec

    Dischi 2


    Tracce 12
    Genere Funeral doom metal
    Avantgarde metal
    Etichetta Foreshadow


    Produttore




    Registrazione fra il 2005 ed il 2007


    Note EAN: 5904259359009[1]
    Premi
    Dischi di platino
    Dischi d'oro
    Autori Vari - cronologia
    Album precedente
    /
    Album successivo
    /
    Singolo precedente
    /
    Singolo successivo
    /
    Video precedente
    /
    Video successivo
    /
    Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica


    Entering the Levitation: A Tribute to Skepticism è un album funeral doom metal, realizzato come tributo agli Skepticism[2

    L'album [modifica/QuickEdit]

    Questo progetto, voluto dall'etichetta polacca Foreshadow, raccoglie 12 dei maggiori successi degli Skepticism, suonati e rivisitati da alcune delle più famose band della scena doom e funeral doom internazionale. Molti dei brani sono stati pesantemente rivisti dagli interpreti, che si sono adoperati per rendere personali ed uniche le loro esecuzioni.

    Il booklet del disco raccoglie le impressioni ed i sentimenti che le varie band hanno voluto dedicare allo storico gruppo finnico; in particolare gli Shape of Despair, band probabilmente fra le più conosciute di tutta la dozzina, ha dichiarato che gli Skepticism hanno rappresentato un'importante fonte di ispirazione per tutti i componenti del gruppo:

    Collabora a Wikiquote (EN)
    « Skepticism has been an influence to most of the members in Shape of Despair in a way or another for quite a long time.  »
    Collabora a Wikiquote (IT)
    « Per diverso tempo gli Skepticism hanno rappresentato, in un modo o nell'altro, una fonte di ispirazione per tutti i membri degli Shape of Despair.  »

    Tracce[4] [modifica/QuickEdit]

    Disco 1 [modifica/QuickEdit]

    1. The Gallant Crow (Nest) 13:51
    2. Forge (Shroud of Bereavement) 7:37
    3. Aether (Shape of Despair) 8:47
    4. Shred of Light, Pinch of Endless (Why Angels Fall) 9:16
    5. The Rising of the Flames (Corpus Omni Domini) 9:55
    6. The Organium (Oktor) 7:30

    Disco 2 [modifica/QuickEdit]

    1. Untitled (Aarni) 7:40
    2. Edges (Monolithe) 6:45
    3. Towards My End (Calmsite) 5:03
    4. Chorale (Rigor Sardonicous) 7:10
    5. The Raven and the Backward Funeral (Darkflight) 6:56
    6. The Falls (It Will Come) 10:36

    Elenco dei gruppi partecipanti [modifica/QuickEdit]

    Collegamenti esterni [modifica/QuickEdit]

    Note [modifica/QuickEdit]

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    Si ma alla fine...

    Alla fine sono sempre qui a prendermi in giro,
    cantandomela e suonandomela sul come sarà,
    su quel che verrà,
    e menate varie.

    Va da sé che la vita è un altra cosa
    e che i sogni, purtroppo, vanno spesso lasciai da parte.

    Purtroppo sono un sognatore, non ci posso far nulla,
    mi sa tanto che dovrò comprare qualche tonnellata di zavorra
    per evitare che questa mongolfiera voli via.

    February 01

    a volte basta poco

    Non è che serva chissà che, bastano un paio di parole che vengono da dentro.
    Grazie G.

    La mia ultima recensione

    CAUL
    Muein
    drone
    2002 - Underground Inc.
    (USA)
    www.caul.org

     

    Prima di approcciare la descrizione di un disco come questo sono necessarie alcune premesse. Caul appartiene a quella scena drone/ambient che fa della sperimentazione la sua bandiera; questo implica una necessaria apertura mentale quando ci si pone all’ascolto di un disco del genere. Un disco che è, prima di tutto, un viaggio interiore.

    "Muein", titolo del disco e titolo dell’unica traccia che compone l’album, si apre con suoni di sirene, ronzii lontani e scampanii distorti ed inquietanti, trasportandoci d’un tratto in un mondo fatto di ombre e luci, un mondo parallelo in cui il suono guida la mente verso l’esplorazione di se stessa. Si è come trasportati all’interno di una foresta ancestrale, in cui il canto della notte assomiglia al suono di migliaia di campane ad aria, una foresta oscura, illuminata esclusivamente da strane ed inquietanti luci, che come lucciole ci si parano davanti, quasi a volerci accecare. Lontano…. il suono distorto delle campane, che annunciano qualcosa, forse, l’apocalisse. Ad un tratto un terremoto, la terra si sfalda, la luce fuoriesce, un grande bagliore rischiara il cielo che, fino ad un momento prima, sembrava più oscuro dell’infinito. E’ l’inizio, l’inizio di un mondo diverso e sfavillante, è la fine, la fine di quella realtà che tanto ha crucciato i nostri animi, la fine dell’oscurità che, come a voler lottare fino alla fine, cerca fra strazianti e tenebrosi ronzii, di far udire ancora la sua presenza. Vita, morte, sofferenza, gioia, tutto si mescola in un turbinio di emozioni dal suono quasi assordante, che colpisce il nostro profondo, che incide la nostra anima; ci fa percepire il vero dolore, il dolore dell’uomo incatenato al suo mondo di tenebra, corroso dalla sofferenza del suo essere, inscindibile con quel male di vivere che cerca costantemente di debellare. L’uomo ed il suo io, eterna lotta della vita contro se stessa, eterno rivaleggiare della fine con l’inizio. Morte e vita, abbracciati in un unico connubio di rinascita che, alla fine, riconduce tutto ad unico eterno divenire.

    Indubbiamente questa mia recensione parrebbe descrivere poco le effettive sonorità del disco ma…. in effetti non esiste altro modo per descriverlo. Quello che ho scritto è originato dalle sensazioni che l’opera di Caul mi ha provocato (per la verità si riferiscono ad un solo quarto d’ora dell’intera traccia… se fossi andato avanti per tutta la durata del brano, sarei caduto nel prolisso) e penso che questo sia l’unico vero modo per descrivere un brano drone/ambient. Come un’opera d’arte astratta cerca di trasmettere allo spettatore un qualcosa che esula dalla comune realtà sensoriale, così il drone cerca di arrivare direttamente all’anima dell’ascoltatore, per cercare di trasportarlo nel mondo sensoriale dell’artista. Caul, con questo disco, c’è riuscito benissimo. Se proprio si volesse trovare un difetto alla concezione generale dell’opera, potrebbe essere ravvisato nell’eccessiva ripetitività del tema portante, in fin dei conti, quando si pensa di realizzare un brano di 59 minuti ci si dovrebbe rendere conto di quanto, alla fine, risulti "digeribile" all’ascoltatore. Concludendo, un bel disco, ma esclusivamente per patiti del genere.

    Luca Sileni

    VOTO

    86

    January 31

    crash

    Se un vetro si rompe e non fa rumore.... nessuno si accorge che si è rotto !
    ....
    Si è rotto.