luca's profileSenpaiPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    June 04

    La mia rece dei Mago su whitemetal

    MAGO
    Definition Of Raw Moments From A Different Perspective
    drone
    2002 - Ad Noiseam
    (Svezia)
    www.myspace.com/jannebanne

     

    Oggi mi trovo a presentarvi il debut album di un interessantissimo gruppo svedese, i Mago. Il disco si intitola "Definition Of Raw Moments From A Different Perspective" che, a fronte dell’inusuale lunghezza del titolo stesso, esprime con chiarezza quello che è il senso e l’obiettivo dell’album. Il sound della band fonde elementi drone con sonorità vicine alle progressioni post metal. Sono identificabili elementi mutuati dai seminali Earth (per le parti maggiormente sinfoniche) nonché dai canadesi Nadja (per le parti distorte e più vicine al drone doom); Nadja che, a tutt’oggi, rappresentano una delle band di punta del movimento avantgarde/drone doom. Proprio come per i Nadja, la gamma di strumenti utilizzati spazia dalla classica chitarra elettrica estremamente distorta ad un uso caleidoscopico del sintetizzatore, che intraprende onirici viaggi alla ricerca di sonorità sempre più psichedeliche e particolari.

    La parte ritmica è affidata ad una drum machine (peraltro non presente in tutti i brani del disco) che, in coppia con i suoni sintetizzati, rende benissimo l’idea di uno stile musicale a cavallo fra il metal e la musica elettronica. Proprio il terzo brano del disco You mind blew across the grass in ripples rappresenta, forse, il momento più "techno" proposto dal combo svedese, che abbandona per un momento l’ausilio delle distorsioni chitarristiche per concentrarsi su un techno-sound sognante ed estremamente cadenzato, in grado di trasportare l’ascoltatore in un etereo mondo di fantasia. Indubbiamente brani come quello appena citato si distanziano in modo importante dalla base drone doom del resto del disco, sia per le ritmiche un po’ troppo serrate per una traccia appartenente all’area "doom", sia per il mancato utilizzo della strumentistica basilare che si richiede ad un brano metal. Distanza che, in ogni caso, viene colmata da brani come Thought there was more to come che, grazie all’ausilio di una linea vocale acida e sofferente, fornisce all’album quella decisa impronta "violenta" che lo rende quanto mai aderente ai canoni stilistici che si richiedono ad un disco metal. Questo lavoro, quindi, si presenta ancor di più come una fusione fra un certo tipo di dark wave estremamente legata a sonorità elettroniche, e l’area più sperimentale del drone doom moderno incentrata, comunque, su tutti gli elementi basilari del drone metal canonico, come, ad esempio, i lunghi ed angoscianti loop musicali che, come in Enlaced in ropes si ripetono ossessivamente anche per 12 minuti filati; una sfida anche per l’ascoltatore più appassionato.

    Nel complesso, comunque, un debut interessante e decisamente ben congeniato che forse pecca solo di un’eccessiva ripetitività generale e di una certa mancanza di originalità; pecche che certamente questi ragazzi svedesi riusciranno a superare senza troppa fatica nei prossimi lavori. Un disco per patiti di drone metal e dark wave, non consigliato, però, a chi si avvicina per la prima volta a questi generi "di confine".

    Luca Sileni

    VOTO

    84


    http://www.whitemetal.it/recensione_mago_-_definition_of_raw_moments_from_a_different_perspective.htm